Quartieri 

Via Rigola, Vacalebre porta a Tursi la preoccupazione dei residenti e chiede nuove telecamere. Viscogliosi: «Ci sono già»

Ieri in Consiglio comunale il consigliere di Fratelli d’Italia ha rilanciato l’allarme percezione di sicurezza diffuso dai cittadini, tra via Rigola, via Barbareschi e le strade vicine. All’assessora non risultano «fenomeni strutturati di microcriminalità»

Via Rigola torna al centro del dibattito politico sulla sicurezza a Genova. Ieri, durante il Consiglio comunale, il consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre ha sollevato nuovamente il caso del quartiere di Sampierdarena, chiedendo l’installazione urgente di nuovi sistemi di videosorveglianza e un rafforzamento del presidio sul territorio tra via Rinaldo Rigola, via Barbareschi e le aree limitrofe, dove, secondo quanto raccolto dai residenti e dal comitato della zona, negli ultimi mesi si sarebbero moltiplicati episodi di microcriminalità, aggressioni, furti, scippi e violazioni del regolamento comunale.

Nel suo intervento in aula, Valeriano Vacalebre ha parlato di una percezione di sicurezza sempre più bassa anche a Sampierdarena, sostenendo che il malessere dei cittadini sarebbe ormai evidente e diffuso. Secondo il consigliere, le segnalazioni arrivate dal comitato di via Rigola raccontano una situazione che andrebbe avanti da mesi e che, a suo giudizio, non avrebbe ancora trovato risposte adeguate. Da qui la richiesta di intervenire in tempi rapidi con nuove telecamere collegate alle centrali operative, un potenziamento dell’illuminazione pubblica e una presenza più visibile della polizia locale. Per Vacalebre, infatti, il buio favorirebbe il degrado e i residenti lamenterebbero anche un minor passaggio delle pattuglie rispetto al passato.

Nella sua ricostruzione, il consigliere di FdI ha insistito soprattutto sull’aspetto quotidiano della questione, cioè sulla possibilità per famiglie, anziani e giovani di vivere il quartiere senza paura. Il punto politico, nella sostanza, è che per l’esponente della destra cittadina il diritto alla sicurezza andrebbe affrontato con maggiore decisione e con misure immediate, capaci di dare un segnale concreto in una zona che i residenti descrivono come sempre più fragile.

Alla richiesta ha risposto in aula l’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi, che ha fornito una lettura molto diversa della situazione. Secondo quanto emerso dalle verifiche svolte attraverso il distretto e il comando di polizia locale, non risulterebbero nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026 segnalazioni o richieste di intervento riconducibili a fenomeni strutturati di microcriminalità proprio in quell’area. L’assessora ha citato alcuni episodi specifici, come un lancio di sassi lungo la scarpata tra via San Bartolomeo del Fossato e via Dino Col, spiegando però che in quel caso i presunti responsabili sarebbero già stati segnalati all’autorità giudiziaria. Ha poi ricordato una segnalazione per rumori molesti in prossimità dei giardini Buonvicini, dove però i sopralluoghi successivi non avrebbero fatto emergere particolari criticità.

Sul fronte delle telecamere, Viscogliosi ha ribadito che il tema della videosorveglianza è considerato strategico dall’amministrazione, sia per prevenire comportamenti illeciti sia per ricostruirli successivamente. Proprio per questo ha sostenuto che la zona indicata da Vacalebre sarebbe già coperta da più dispositivi: due in via San Bartolomeo del Fossato, di cui uno con visuale proprio su via Rigola, una nei pressi della scuola di via Rigola e un’altra più a monte, in via Mura degli Angeli. Alla luce di questa rete, l’assessora ha definito l’area già sufficientemente presidiata dal punto di vista tecnologico.

Nella sua replica, Viscogliosi ha aggiunto che l’attenzione su Sampierdarena resta comunque alta e ha ricordato anche le recenti operazioni “Largo Raggio”, cioè quei servizi straordinari che mettono insieme una ventina o più agenti di nuclei diversi della polizia locale per controlli mirati sul territorio. Ha assicurato che i passaggi verranno intensificati e che, parallelamente, il Comune continuerà a mantenere un approccio integrato con i servizi sociali e sanitari, nella convinzione che alcune situazioni di disagio possano richiedere anche interventi di natura non soltanto repressiva.

Ma Vacalebre non si è detto convinto. Nella controreplica, il consigliere ha spiegato di aver raccolto dai residenti numerose segnalazioni recenti relative ad aggressioni, microcriminalità, furti e scippi, osservando che una parte di questi episodi potrebbe essere stata denunciata ad altre forze dell’ordine e non alla polizia locale, mentre altri potrebbero non essere mai arrivati a denuncia. Da qui la sua perplessità rispetto al quadro restituito dall’amministrazione. Anche sul numero delle telecamere, il consigliere ha contestato la versione del Comune, sostenendo che ai residenti ne risulterebbe soltanto una realmente riferibile alla zona, mentre le altre sarebbero posizionate in punti vicini ma non coincidenti. Il consigliere di Fdi ha inoltre richiamato una precedente apertura del vicesindaco Alessandro Terrile a un possibile rafforzamento del sistema di videosorveglianza.

Il nodo, insomma, resta tutto politico ma anche molto concreto. Da una parte c’è il Comune, che sulla base dei dati raccolti non ravvisa un’emergenza strutturata e rivendica una presenza già attiva tra telecamere, controlli e interventi coordinati. Dall’altra c’è chi, come Valeriano Vacalebre e i residenti che gli hanno segnalato il problema, sostiene che la situazione reale del quartiere sia più grave di quanto emerga dalle statistiche e che servano misure più visibili e immediate, soprattutto sul fronte del presidio e della deterrenza.

La discussione di ieri in aula fotografa così un tema destinato a restare aperto: quello della distanza tra i dati ufficiali e la percezione dei cittadini. Ed è proprio su questa frattura che si gioca la partita di via Rigola, tra richieste di sicurezza più forte, risposte istituzionali e il timore dei residenti che il quartiere venga lasciato solo davanti a episodi che, denunciati o meno, continuano a pesare sulla vita quotidiana.


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